Scosse nel capoluogo. L’Aquila tra terremoti ed innovazione

sisma.GIF di Francesco Baccari

Lo sciame sismico in atto nell’aquilano dal 16 Gennaio 2009 non accenna a diminuire. Dopo giorni di calma l’attività tellurica è ripresa ieri mattina alle 12.25 con una scossa pari a 2.2 di magnitudo. Terremoti di bassa intensità che tuttavia vengono distintamente avvertiti dalla popolazione a causa della superficialità

della faglia e della forte amplificazione sismica del sottosuolo, oltre che del boato che accompagna gli eventi.
Le frequenti scosse, dopo i primi momenti di allarmismo, sono diventate parte della quotidianità del capoluogo abruzzese e la popolazione è rassicurata dalla creazione a L’Aquila della prima sala al mondo di previsione dei terremoti.
La sala sismica è stata realizzata e brevettata da Giampaolo Giuliani, un tecnico aquilano in servizio presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso(INFN), e prevede i terremoti in un ampio raggio d’azione con un anticipo compreso tra le 6 e le 24 ore ed un attendibilità superiore all‘80%. Il sistema è stato collaudato dal Dipartimento di Ingegneria delle strutture, delle acque e del terreno (Disat) dell’Università dell’Aquila.
Il sistema di previsione si basa sul monitoraggio attraverso quattro stazioni, di un gas radioattivo, il radon, che fuoriesce normalmente dalla crosta terrestre, ma che tende ad aumentare in prossimità di un terremoto.
L’idea di creare una rete di monitoraggio per prevedere terremoti nasce nell’ottobre 2002, quando Giuliani osserva segnali intensi ed anomali nel grafico che misura il radon. Convinto che si tratti di un evento eccezionale, avverte i colleghi che invece pensano ad un guasto e consigliano di spegnere la macchina. Ma Giuliani non spegne, e anzi registra picchi sempre più rapidi e violenti fino alla tragica scossa che ha sconvolto il Molise. Dal 2002 ad oggi molti passi in avanti sono stati fatti e sono interessate al progetto Università italiane e statunitensi oltre alla Caen, società leader nella produzione di dispositivi elettronici per i maggiori esperimenti di fisica del mondo.
Possiamo concludere osservando che ancora una volta c’è un italiano dietro una scoperta scientifica di rilievo mondiale e che forse sarebbe ora che le eccellenze italiane non debbano fuggire per sviluppare idee che il più delle volte sono la fortuna degli stati che li ospitano.

Scosse nel capoluogo. L’Aquila tra terremoti ed innovazioneultima modifica: 2009-03-11T11:55:00+01:00da admin
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