Ciao Eluana

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di Giovenale

Secondo una icona antica, gli italiani sono un popolo di poeti e di navigatori, di santi e di eroi. Orgogliosi di esserlo. Questa immagine però, con l’andare del tempo, si è modificata profondamente con l’aggiunta di altre caratteristiche di cui avremmo fatto volentieri a meno. Adesso siamo anche un popolo

 di contestatori di massa e di piazza. Portiamo tutto in piazza, anche i panni sporchi, esibendoli in massa. Non c’è tema o argomento sociale e religioso su cui gli italiani non imbandiscano una dimostrazione di piazza con contestazioni.
Dimostrazioni contro i governi e le politiche, contro i padroni delle ferriere e i capitalisti sfruttatori, contro la finanza cinica e le banche usuraie, contro la Chiesa impicciona e il Vaticano che non si fa gli affari suoi.
Dimostrazioni pro o contro: l’immigrazione clandestina, l’ integrazione religiosa e culturale, gli stati amici e quelli “ canaglia ”, il carcere duro che non dimostra umanità, la pena di morte, l’ergastolo, le scarcerazioni facili.
Dimostrazioni pro o contro: l’aborto, la pillola anticoncezionale, i preservativi, il divorzio, l’uso delle droghe e delle bevande alcoliche, la prostituzione e gli omosessuali, l’ora di religione nelle scuole, l’esposizione del crocefisso  nelle stanze delle strutture pubbliche, i reality, la satira, le opinioni.
Dimostrazioni pro o contro la costruzione di strade, porti e aeroporti, centrali elettriche e nucleari, metanodotti e rigassificatori, impianti di riciclaggio rifiuti.
Dimostrazioni pro o contro la vita, pro o contro la morte. Questo siamo diventati e non è bella cosa constatarlo.
Da diversi anni, una famiglia, vive un dramma, ai più impossibile da misurare. Eluana è da diciassette anni in coma vegetativo, e i genitori vorrebbero far cessare quello che comunemente viene chiamato accanimento terapeutico. Una parte della società, istituzioni comprese, vorrebbe assecondare la volontà dei genitori, mentre l’altra parte, istituzioni comprese, si oppone a quella che comunemente viene chiamata “ eutanasia “.
Come singola persona, non entro nel merito di chi abbia ragione e di chi invece abbia torto. Non me lo devo permettere. Non me lo posso permettere. Non ne ho la capacità. Non ne ho il diritto e neanche il dovere. Come singola persona posso solo manifestare turbamento e dolore. Ma manifestare in piazza  no, mai. 

Che diritto abbiamo, non come singoli ma come massa di contestare e di dimostrare contro il Governo e contro il premier che propone un decreto legge per non far morire Eluana? E ancora che diritto abbiamo, non come singoli ma come massa, di contestare e di dimostrare contro il Capo dello Stato dopo che si rifiuta di controfirmare tale ddl?

In questa triste vicenda, viene posto in risalto il fatto che, in materia, non ci sia una legge che consenta di operare in un senso piuttosto che in un altro. E’ vero, e anche se con colpevole ritardo, si sta provvedendo. Ma in tutta franchezza, pensiamo forse che ciò sia sufficiente ad orientare le nostre scelte?
Ciao Eluana. Io non so se tu sei viva e che tipo di vita hai. Quello che so è che non sei morta. Non so che cosa augurarti. Anzi no. Una cosa ti auguro, ma deve avvenire subito. Un miracolo. Che ti consenta di vivere bene o di morire altrettanto bene. Prego affinché questo miracolo avvenga. E prego da solo. E solo in questo caso anche con gli altri. Ciao Eluana.

 
Ps: mentre mi accingo a salvare e archiviare il pezzo, apprendo la notizia della tua morte. Sono commosso e non mi rendo conto di aver invocato, qualche secondo prima, l’avvento di un miracolo. E invece è avvenuto. Anzi ne sono arrivati due. La fine della tua vita terrena segna anche la fine dello spettacolo indecente, aberrante, incivile degli italiani in piazza. Gli uni che insultano gli altri. Ti prego Eluana, cambia canale.

Ciao Eluanaultima modifica: 2009-02-09T21:50:00+01:00da admin
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