Intervento di Ivo Menna a proposito di via Magnacervo sul tema “dissesto e frane”

ivomenna_jpg.jpgRiceviamo e pubblichiamo 

Come potete rilevare dalle immediate reazioni del Presidente della Giunta Provinciale Coletti e pubblicate sul sito di Piazzarossetti di Vasto, il primo ad averle ricevute mediante intervento scritto, le cose che abbiamo denunciato circa lo stato del dissesto di Via Magnacervo e della zona sottostante interessata da fenomeni di smottamenti e frane non erano campate…..

in aria e non volevano destare allarme ingiustificato e strumentale. Ma sottolineavano che i rischi dell’area erano datati e che l’incuria e la scarsa cultura della tutela e difesa del territorio avrebbero nel tempo aggravato la posizione di quell’area. Da quanto tempo avevamo avvertito che tutta la zona Madonna delle Grazie, Via Adriatica, Via Magnacervo dovevano essere al centro di una particolare e sensibile attenzione da parte delle pubbliche amministrazioni? Da molto tempo. E quali le soluzioni che abbiamo proposto? Tante e semplici. Ora E’ giunto il momento che si prenda atto che una nuova visione deve prevalere rispetto a tutte le altre di tipo politicista:L’interesse pubblico 
 

Dal sito di Piazzarossetti



“Per il movimento franoso di Vasto Coletti scrive a Chiodi”

Nel frattempo sono stati avviati i lavori di consolidamento della S. P. Istonia 86

 

Chiedendo un pronto intervento sui movimenti franosi che stanno interessando il Costone orientale vastese il presidente della Provincia, Tommaso Coletti, scrive a Chiodi. Lo smottamento che sta interessando la strada provinciale Istonia 86 sta destando nuove preoccupazioni. L’episodio è stato messo, dall’opinione pubblica, in correlazione con il cedimento del Costone orientale cittadino.
La provincia – interessatosi da subito al problema – sta avviando i lavori di recupero della strada. I movimenti che stanno riguardando il Costone sono invece di competenza regionale. Spetta alla Regione, infatti, intervenire per il contenimento dei fenomeni franosi che non riguardano direttamente le strade. Il fenomeno, motivo di ansia per i vastesi sta minacciando l’abitato oltre che la strada provinciale. Per questo il Presidente Coletti si è immediatamente mobilitato è ha chiesto a Gianni Chiodi un intervento immediato del problema; ha offerto anche la propria disponibilità per una collaborazione tecnica con lo scopo di risolvere la situazione in modo efficace con tempi brevi.
  

COMUNICATO STAMPA

dal sito di Piazzarossetti

“Frana di Vasto: costantemente monitorata l’area di via Magnacervo. In atto lavori di indagine geologica disposti dalla Provincia e dal Comune”

Che cosa significa che l’area di Via Magnacervo viene costantemente monitorata a seguito dei movimenti franosi che la stanno interessando? Questo il titolo, dall’apparenza tranquillizzante, di Piazzarossetti e del suo direttore P. Forte presidente del consiglio comunale. Un titolo che vorrebbe infondere tranquillità e sicurezza a residenti e cittadini. Ma chi la sta monitorando, con quali studi idrogeologici, con quali interventi, con quali mezzi? Solo prelevando i campioni di argilla si mette in sicurezza quell’area? E chi sono i tecnici della Provincia e del Comune che hanno competenze in una materia che da anni rimane il rovello di chi ha a cuore la città, la tutela del territorio, la sua difesa e il suo ordinato sviluppo? Dopo l’iniziale apparente sicurezza rivolta ai cittadini, l’inquietante ripresa: quale “mistero” – così scrive il nostro Forte-  potrebbe celarsi nell’evento e riservare anche sgradite sorprese?. Di quali sorprese parla questo improvvisato parvenu della politica? Cosa sa che noi non sappiamo?  Da troppi anni abbiamo lanciato appelli e denunce perchè il tema del dissesto e delle frane divenissero centrali nella azione amministrativa; non ci siamo attardati in dispute politiciste e trame nel palazzo come è il costume dei politici votati dal popolo. Forse non ci siamo riusciti. Però le emergenze ormai straripano e come fiumi carsici si ripresentano dopo che i cambi climatici provocano brusche accelerazioni delle piogge i cui danni si stanno facendo sentire a causa della perdurante assenza della cultura della prevenzione, su tutto il territorio cittadino. Come si può intervenire senza una indagine preventiva e uno  studio idrogeologico che stabilisca la eventuale  presenza di acque sottostanti e quindi la loro regimazione prima di interventi tecnici? Come non pensare alla piantumazione, riforestazione  di alberi e vegetazione che aiutino a bloccare il fenomeno franoso e di dissesto?

E le notizie di questi giorni ci danno conto  di cedimenti e di movimenti franosi  avvenuti sulla statale Histonia 86 di collegamento con Vasto marina. Una zona posta al di sotto del muro di contenimento di Via Magnacervo. Quel muro eretto a difesa di eventuali movimenti franosi dell’area Magnacervo dove sono state registrate lesioni abbastanza profonde e certo preoccupanti, che dimostrano in maniera inequivocabile quello che da anni erano le denunce, ma anche i rimedi che come ambientalisti proponevamo alla città e alla pubblica amministrazione, di una politica di prevenzione fondata sulla messa in sicurezza del territorio, con un progetto di risanamento e di manutenzione della città.“Che il primo vero obiettivo prioritario sia incentrato su un grande piano di risanamento ambientale e di tutela del territorio partendo dalla individuazione  delle acque vaganti che si disperdono nei terreni provocando cedimenti, microfrane e frane e della regimazione di esse;  del rifacimento della rete idrica e fognante; di un piano pubblico di riforestazione del territorio.” Questo abbiamo sempre posto in primo piano politicamente : la incuria umana spesso è causa del dissesto idrogeologico e che le aree sottoposte a dissesto franoso devono essere continuamente monitorate e vigilate.

E in Via Vesuvio, – sarebbe utile che si facesse visita in quei luoghi per rendersene conto-una piccola traversina di Via Magnacervo,  alcune famiglie vastesi hanno visto negli anni crescere una immensa speculazione edilizia chiamata eufemisticamente complesso residenziale, che ha tolto luce e respiro alle vecchie abitazioni e tranquillità ai residenti.  Un ecomostro impattante, dalle enormi dimensioni, che insiste su alcune rocce di natura arenaria, in un’area delicatissima dal punto di vista dell’equilibrio idrogeologico e il cui ingente peso nel tempo potrebbe pregiudicare la stabilità di quell’area, anzi la stà già pregiudicando stando alle cose che si vedono in questi giorni. Le testimonianze della instabilità della zona sono sovente denunciate da alcuni residenti nella osservazione di sensibili modificazioni dell’asse stradale con evidenti avallamenti e buche, se non vere e proprie piccole voragini, e di piccoli cedimenti e lesioni all’interno delle abitazioni. Allarmi di cedimenti forse anche dovuti ad un traffico veicolare di mezzi pesanti e autobus su Via Magnacervo, pubblicamente denunciati negli anni passati alle precedenti amministrazioni, ma assolutamente inascoltate. Come inascoltate sono rimaste le parole e gli allarmi dei residenti lanciate agli amministratori, passati e presenti, che in quella zona tra Via Magnacervo e Via Vesuvio si  riteneva  possibile la formazione di  gallerie di acque vaganti che non trovando canalizzazione e sbocchi  provocherebbero smottamenti e microfrane. Come inascoltate sono le stesse voci di costoro che da anni reclamano interventi di protezione di Via Vesuvio dalla profluvie di acque piovane che si incanalano in quel budello di strada inondando e allagando case e scantinati con danni alle cose.  Eppure basterebbero delle caditoie di raccolta di acque piovane lungo il tratto stradale della zona per garantire sicurezza e tranquillità.

Come inascoltate le voci e le proteste  per decidere lo spostamento del traffico pesante da Via Magnacervo; un traffico che pure sembra avere effetti di instabilità sulle abitazioni, per i tremolii continui a cui queste sono sottoposte. L’Assessore Sputore, che messe di voti raccoglie nella zona, non sembra molto interessato alle suppliche dei residenti. Spero che la sua futura attivazione a favore di questi cittadini non debba essere richiesta da un tragico evento.

Ivo Menna

Intervento di Ivo Menna a proposito di via Magnacervo sul tema “dissesto e frane”ultima modifica: 2009-02-02T20:52:00+01:00da admin
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