Ddl sul federalismo fiscale: buona iniziativa, cattivi motivi!

parlamento.jpgdi Danilo Menna 

Lodevole l’iniziativa della Lega Nord in riferimento al disegno di legge appena passato al Senato sul federalismo fiscale. Anche se molto generico, sicuramente rappresenta un piccolo passo in avanti rispetto allo sviluppo di quella nuova ricetta organizzatoria che speriamo ci possa portare ad un miglioramento dell’efficienza….

e efficacia della pubblica amministrazione. Certo,  non è che abbiano inventato qualcosa di nuovo, anche se dalle loro dichiarazioni e dalla loro festa in senato ce lo vogliono far credere; d’altronde la politica vive di consensi! In realtà, il provvedimento è in perfetta sintonia con la precedente riforma del Titolo V che ci avrebbe portato dal decentramento al federalismo amministrativo, prevedendo lo spostamento delle funzioni dallo Stato all’ente più vicino al cittadino, cioè il Comune, e qualora questo non avesse gli strumenti per svolgerle, queste risalirebbero attraverso il principio della sussidarietà e i criteri (e non principi!) dell’adeguatezza e differenzzazione sino all’ente che ha questi mezzi; nel caso delle funzioni fiscali l’ente di riferimento è naturalmente la regione.

Quindi, il federalismo fiscale altro non è che un ramo della nuova formula organizzatoria chiamata federalismo amministrativo. E, considerando che in Italia le riforme rimangono spesso sulla carta, infatti poco è cambiato nella prassi amministrativa nonostante le buone intenzioni del legislatore, risulta difficilmente comprensibile l’euforia mostrata dai rappresentanti leghisti.

Cosa decisamente non condivisibile è la finalità politica della Lega Nord, che ha come obiettivo non il miglior funzionamento dello Stato, ma la separazione  dello stesso. Bossi, in prima persona, appoggia il governo con la finalità di ottenere funzioni regionali che gli permettano di avere maggiore autonomia fino al punto di arrivare all’utopico Stato Padano. Anche in questo caso non ha inventato niente di nuovo, questo fenomeno è conosciuto molto bene in Spagna dove i partiti più grandi, Partito Popolare e Partito Socialista, per avere la maggioranza devono il più delle volte scendere a compromessi con i partiti nazionalisti  concedendo loro maggiore autonomia, con una differenza sostanziale: lì le istanze indipendentistiche hanno natura storica mentre in Italia discriminatoria.

Il ruolo degli altri partiti, sia di destra che di sinistra, deve essere quello di sviluppare un federalismo amministrativo che non dimentichi la solidarietà tra le varie regioni, elemento questo che viene escluso volontariamente dalla Lega Nord. Bisogna sempre ricordare che l’Italia porta con sé problemi storici come la questione del mezzogiorno, che non possono essere trascurati in una riorganizzazione così importante.

Ddl sul federalismo fiscale: buona iniziativa, cattivi motivi!ultima modifica: 2009-01-31T15:06:51+01:00da admin
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