Lettera di Lucio Basso Ritucci sul problema dei Centri Commerciali a Vasto

Pubblichiamo, di seguito, la lettera che Lucio Basso Ritucci (Cattolici per la Famiglia) ha inviato a varie autorità sul problema dei centri commerciali a Vasto.

Al Sindaco di Vasto Avv. Luciano La penna

All’Assessore al commercio Sig.ra Lina Marchesani

All’Assessore all’urbanistica  Dott. Anna Suriani

All’ Assessore alle finanze  Rag. Domenico Molino

Al Capogruppo del PD Avv. Fabio Giangiacomo

Ai Revisori dei conti  Comune di Vasto

Oggetto: nuovo centro commerciale sui terreni comunali quartiere Incoronata.

Egregi,

in merito alla grande distribuzione alimentare, la città di Vasto è all’ultimo posto tra le città della provincia di Chieti. Dagli anni novanta la politica delle amministrazioni comunali vastesi è stata quella di non insediare altri centri commerciali di grosso livello e l’unica apertura è stata quella del piccolo centro “Eurospin”, peraltro in una zona non idonea, senza parcheggi e che crea non pochi problemi ai residenti.

La nostra città, in base alla popolazione raggiunta, al ruolo che dovrebbe svolgere come capoluogo del comprensorio e allo sviluppo urbanistico ed abitativo dei quartieri Incoronata – Pagliarelli – Punta Penna, ha la necessità di un nuovo centro commerciale moderno, all’altezza dei tempi e delle nuove esigenze.

E’ inutile nascondere che nella nostra città vi è quasi un monopolio sotto l’aspetto commerciale della grande distribuzione, con ripercussione sui prezzi di vendita che sono senz’altro i più cari sul mercato della provincia di Chieti.

Le ragioni per le quali l’insediamento dovrebbe avvenire nel quartiere Incoronata e sui terreni di proprietà del Comune (circa 40 ettari pianeggianti che l’allora Sindaco Notaro comprò dalla Curia per 180 milioni di lire) sono le seguenti:

1)      con il nuovo insediamento commerciale andremo a dare un servizio e dei prezzi di vendita meno cari a tutta la città oltre che al comprensorio del vastese, in modo particolare alle famiglie dei quartieri Incoronata, Pagliarelli e Punta Penna;

2)      con la vendita del terreno (con gara a base d’asta al rialzo) il Comune incasserebbe molti soldi che potrebbero essere utilizzati per la costruzione di abitazioni per le famiglie povere della nostra città;

3)      il nuovo centro commerciale darebbe una risposta anche al grave problema occupazionale di tanti giovani vastesi (gli esperti calcolano un incremento occupazionale di circa 300 unità tra occupati diretti ed indiretti);

4)      il centro commerciale ubicato in località Incoronata sui terreni comunali avrebbe tutti i requisiti necessari per avere successo (è vicino ad Acqualand oltre che a strade di accesso come via Incoronata, statale 16 e casello autostradale Vasto – nord) e potrà servire anche i Comuni vicini (Casalbordino, Torino di Sangro, Fossacesia).

Egregi, è importante fare subito ed uscire dalla logica che in questi ultimi 20 anni ha congelato lo sviluppo nella nostra città per interessi egoistici e personali. In questo periodo storico di recessione economica questo non può più essere permesso ad alcuno. Gli assessori competenti devono attivarsi al più presto per avviare le pratiche di variante del piano regolatore, del piano commerciale e la costruzione delle infrastrutture necessarie per la realizzazione del nuovo centro commerciale.

Egregi Amministratori, le famiglie vastesi, con la crisi dei settori auto ed edilizio, saranno sempre più povere, per cui è necessario fare questa scelta strategica per sopperire alla grave crisi economica in atto e che manifesterà in futuro non lontano le sue drammatiche conseguenze.

                                                                                                                           CATTOLICI PER LA FAMIGLIA

                                                                                                    LUCIO BASSO RITUCCI

Lettera di Lucio Basso Ritucci sul problema dei Centri Commerciali a Vastoultima modifica: 2008-12-31T13:05:00+01:00da admin
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4 pensieri su “Lettera di Lucio Basso Ritucci sul problema dei Centri Commerciali a Vasto

  1. Basso,
    è encomiabile il tuo interessamento per dare nuove opportunità ad una comunità che sta incamminandosi a lunghi passi verso un periodo di crisi globale. Ma non vedo la soluzione in un centro commerciale che punta ad un raggio d’azione locale e zone limitrofe. Può essere la struttura più valida, ma se i potenziali clienti sono “squatrinati” ???
    Occorre ritornare ad un artigianato vastese di qualità in linea con le nuove tecnologie ed esigenze del mercato, un mix di professionalità ed innovazione per prodotti ad alto valore aggiunto..
    Ma è possibile che tutte le volte che cerco un artigianato qualificato mi dicono di rivolgermi alla ditta di San Salvo o Cupello o Monteodorisio, ma il nostro patrimonio di artigiani dove è andato a finire.
    Quando ero ragazzo dalla ”montagna nostra” venivano i giovani da “lu mastre” per imparare il mestiere ora siamo costretti a rivolgerci a loro per avere un prodotto artigianale perché la nostra tradizione è morta.
    Il famoso “centro storico” di cui sento parlare da tutti: amministratori e opposizione, non può essere solo una strada e/o piazza ben pavimentata contornata di palazzi intonacati di fresco. Il turismo che diventa sempre più esigente ha bisogno di ben altro. Occorre proporre qualcosa che non trova in altri località, botteghe con prodotti tipici sia alimentari che di oggettistica.
    Altrimenti nel migliore dei casi “lu furastire” dedica una rapida passeggiata di alcuni minuti , enqualcuno potrebbe anche pentirsi di aver fatto dei chilometri inutilmente per vedere cose già viste altrove; in entrambi i casi non lascia nulla di tangibile all’economia vastese.
    Incentiviamo nuove iniziative di giovani e anche meno giovani ,traditi dalla grande azienda, che hanno voglia di produrre rivisitando quella che è stata la nostra tradizione agricola e artigianale.
    A parole sembra tutto facile, ma poi scendendo al concreto le cose cambiano. Ne sono convinto, ma potrebbe essere una via da perseguire o almeno porsi come obiettivo sia da parte degli amministratori che dei singoli.

    Enzo La Verghetta

    PS Questa è la riflessione di un vastese a Roma da 40 anni, che vorrebbe sponsorizzare la sua terra natale, ma …………..

  2. Un nuovo Centro Commerciale a Vasto … Indubbiamente Vasto aveva dei prezzi superiori alla piazza di Lanciano dove tra Pozzolini,Oasi,Le-Clerc-Pianeta,e tanti altri operatori,avevano creato un mercato super-inflazionato .Troppi negozi in rapporto al numero degli abitanti.Pochissima redditivita’ per tutti e negozi che poi abbassano la saracinesca.Pozzolini ha smantellato le sue attivita’ commerciali,tanti sono rimasti senza lavoro.Alcuni Sidis i piu’ redditizi ed efficenti hanno cambiato gestione e sono stati acquistati da Conad e Gabrielli(Tigre).Qui gli operai sono stati piu’ fortunati di altri,ma un dato rimane…i Centri Commerciali statisticamente parlando per ogni posto di lavoro creato,ne “distrugge”tre…e basta allora vedere quello che e’ successo a Lanciano per osservare che per quanto riguarda i prezzi ora siamo sulla stessa barca.I prezzi di Le-Clerc -Pianeta sono gli stessi di Lanciano,i prezzi di Oasi di Montenero (Tigre) dove i lavoratori sono per la maggior parte di Vasto ( dipendenti Tigre di -Via Conti Ricci)sono gli stessi dell’Oasi di Lanciano.Poi se mi dite …Le-Clerc vuole piu’ spazio perche’ l’attuale sede non e’ piu’ “competitiva” per il numero dei negozi presenti,il luogo dove sorge e’ molto appetibile per via dell’ottima vista di cui godrebbero i futuri inquilini di nuove realizzazioni edilizie,allora e’ un altro discorso.La zona piu’ indicata e’ a Nord perche’ gli attuali spazi disponibili sono quelli della terra vicino l’Aqualand …pero’ tempo fa si vociferava che un gruppo gia’ presente a Vasto aveva fatto shopping (acquisto di terreni) tra l’inizio della Circonvallazione(vicino Cerella ) e l’Incoronata .Poi altra voce era la “lotta” tra due contendenti politici locali per agevolare o l’uno o l’altro…ma qui poi si va nel pettegolezzo.Il fatto per tornare al discorso iniziale e’ questo: Se uno chiude e apre da un’altra parte anche piu’ grande e’ un conto,ma se ne apre uno nuovo di zecca,ci saranno posti di lavoro persi da un’altra parte.I consumatori ora non hanno difficolta’ a trovare prezzi vantaggiosi tra i due siti del vastese(Montenero e’ a 15 minuti).Insomma se ad esempio chiude Pianeta in Via L.Cardone e riapre all’incoronata io penso che non ci sono problemi…saludos

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