PD: Questione morale o Questione politica

partito democratico.gifRiceviamo e pubblichiamo 

Carissimo Direttore,

consentimi di dare la mia opinione sul dibattito, ormai nazionale, relativo alla questione morale nel PD. Pur non essendo io uomo di centro-sinistra, come tanti, ho contribuito alla nascita del PD recandomi a dare il mio contributo alle prime primarie. Ovviamente non sono stato poi, sempre come tanti,….

invitato quando si è trattato di indicare il segretario cittadino.  Malgrado questo, in piena libertà intellettuale,  vorrei intervenire e provare a dare un piccolissimo contributo con una mia riflessione sul momento attraversato dal PD.

Io sono convinto che, in seno al PD, non vi sia da risolvere una “questione morale”.  Questa esiste certamente ma esiste in tutti i partiti e ne devono tener conto tutti. La “questione morale” è causa da ricercarsi solo nelle colpe di alcuni politici e non esiste in maniera naturale dentro ai partiti stessi e dentro alcuni in modo particolare.

Io credo che nel PD oggi vi sia soprattutto da risolvere una “questione politica” ed è questa la “ primaria questione” che il PD ha da risolvere.  Perché la chiamo politica e non morale?

Perché il PD è nato (ma è mai nato veramente?) dalla fusione “fredda” essenzialmente di due partiti, la Margherita e DS. Tutti conosciamo quanti problemi comporta la ricerca di questo tipo di fusione, che non è neanche certa potersi ottenere. Margherita e DS è possibile che la possano ottenere alla prima prova di laboratorio?

Perché la nascita del PD è stata voluta dai vertici dei due partiti e realizzata senza una purificazione degli apparati esistenti ed una ristrutturazione chiara. Perché si è lasciato praticamente che i due gruppi continuassero ad avere visioni diverse. Perché i vecchi dirigenti sono ancora oggi dirigenti del PD con le stesse mansioni che ricoprivano nei rispettivi partiti di provenienza.  Perché vi  quindi una sovrapposizione di linee.  Perché in Italia si continua a votare ed il PD è stato costretto a rincorrere votazioni continue senza potersi fermare a riflettere.

Il PD, sempre a mio avviso, nasce anche con una colpa.  Quale? Quello che con la sua nascita ha contribuito se non addirittura essere stato il primo artefice della fine del Governo Prodi.  Senza il PD, voluto e realizzato in quei tempi  ed in quei modi, probabilmente il Governo Prodi non sarebbe andato in difficoltà e quindi costretto a sciogliersi. Conseguenza non valutata da chi ha voluto correre alla realizzazione del PD?

Questa nascita ha realizzato poi, con la caduta di Prodi e con le nuove votazioni, quanto molti non erano riusciti a realizzare per anni e cioè far sì che la sinistra, anche di governo, fosse fuori dal Parlamento e quasi azzerata.

Il PD ha  indetto delle primarie dove tutto era scritto. Si conosceva il nome del Segretario prima di essere eletto e prima del Congresso e degli organi di partito. Dalla sua nascita il PD non è riuscito a fare chiarezza all’interno e pare conviva ancora con schieramenti contrapposti. (sembra che gli incarichi non si discutano per individuare l’uomo giusto del PD ma conteggiando se è ex Margherita oppure ex DS)

Oggi il PD è un partito che a livello nazionale non può decidere e dà la sensazione di non poter  scegliere su nessun tema di interesse nazionale perché rischia altrimenti di “sciogliersi”.

Con questi presupposti, sempre a mio parere, ha deciso di non ……… decidere.

Infatti non decide sulla scuola, non decide sul conflitto d’interesse, non decide sulla politica estera, non decide dove sedere in Europa, non decide sulla giustizia, non decide sulle staminali, sull’etica, sulla religione, sulla TAV.

Non decidendo a livello nazionale, i suoi uomini, si rintanano solo nella gestione e nel potere territoriale convinti che così il Partito può continuare a vivere e questa necessità di vivere qualche volta “costringe” qualcuno ad andare oltre per tenere il “fronte”.

E’ per tutto quanto ho provato a dire, penso od ancor più sono convinto, che il PD debba risolvere una “questione politica” e non una “morale”. Risolta all’interno i suoi travagli avremo un partito forte e pronto ad una necessaria alternanza, condizione indispensabile per avere una democrazia compiuta.

Certamente non sono un analista politico e non voglio sostituirmi a qualcuno di questi.  Queste sono solo le mie considerazioni e le mie riflessioni da cittadino italiano condivisibili o no.

Con enorme stima e ringraziamento,

Michele Spadaccini

PD: Questione morale o Questione politicaultima modifica: 2008-12-19T20:52:00+01:00da admin
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento