L’ex ministro Ferrero a sostegno della candidata vastese di Rifondazione Eliana Menna

mennaferrero.jpgSi può anche non essere d’accordo coi comunisti e chi scrive molte volte non lo è. Anzi, per essere sinceri, non lo è quasi mai. Ma è certo che – come scrivono loro stessi – “diversi lo sono per davvero”. E questa diversità colpisce, anzi a volte fa tenerezza…

Non entravo in una sede comunista da tempo immemorabile e ci sono entrato sere fa, a “causa” del mio ruolo di giornalista. A scanso di equivoci, chiarisco che mi riferisco ai comunisti di Rifondazione, cioè quelli che sono orgogliosi di dichiararsi tali.

Ho atteso coi colleghi, davanti al comitato di Eliana Menna, che arrivasse l’On. Paolo Ferrero, che poi è il leader del Prc. Ora, quando pensi ad un leader comunista, ti viene alla mente il Segretario Generale del Partito, che è – o quanto meno è stato – una specie di Dio in terra (anticamente il Compagno Segretario era anche il Capo dello Stato, il Comandante delle Forze Armate Popolari e il Presidente del Governo Rivoluzionario). Quindi, mi aspettavo un tipo non dico alla Breznev, ma quanto meno alla D’Alema. E invece ecco che arriva uno poco più che ragazzo, con abiti non cuciti dai sarti della Capitale, di una cinquantina d’anni ben portati, nel senso che ne dimostra meno. Scende dalla macchina d’ordinanza, ma senza coda e scorte e a sirena spenta. Saluta con una timidezza, che mi ricorda quasi quella di Enrico Berlinguer, suo illustre e mite predecessore. Parla coi giornalisti con educazione e con la erre moscia (ma perché poi questi leader di Rifondazione hanno tutti la erre moscia?). Risponde senza imbarazzo ad una domanda che gli faccio riprendendo l’accostamento, letto sul Riformista, tra Curzi e Luxuria e chiarisce che sono “due simboli delle lotte del comunismo italiano che coniuga diritti dei lavoratori e diritti civili”.

Poi Ferrero saluta i militanti e quando gli si avvicina un vecchietto del popolo, che gli dice “Io pure volevo farmi la foto con te”, lo abbraccia come se avesse rincontrato suo nonno.

Si va a sedere al tavolo della presidenza, con Eliana Menna (candidata), con Marco Gelmini (segretario regionale) e con Roberto Menna (vice presidente del Consiglio provinciale). Ed è quest’ultimo, stavolta, che mi colpisce. Gli si vedono addosso i segni di una grande sofferenza fisica, ma lui ci sta. Prende la parola e presenta il segretario. Lo fa da combattente quale è stato ed è, come quasi tutti quelli che sono qua dentro stasera. Non ci sono giovani che cercano posti di lavoro e banchieri che si mettono in fila per accreditare la propria managerialità. Ci sono delle persone che – come Ferrero – continuano a parlare di antagonismo e della “povera gente” che quasi sembrano venire da un altro mondo (quello diviso in classi). Un mondo, che – diciamolo francamente – per noi non c’è più, ma del quale tutti abbiamo nostalgia, perché almeno si sapeva – allora – chi era dalla parte dei deboli e chi dalla parte dei forti e chi era nero e chi rosso. Adesso non si sa più, anzi no. I compagni di Ferrero e dei Menna lo sanno ancora, almeno loro lo sanno: sono rossi ed orgogliosi di esserlo.

Orazio Di Stefano

L’ex ministro Ferrero a sostegno della candidata vastese di Rifondazione Eliana Mennaultima modifica: 2008-11-29T19:05:00+01:00da admin
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