Regione: indagati nelle liste. Vacilla l’accordo Pd-IdV

veltrdipetro.jpgL’accordo tra Pd e IdV per la candidatura di Carlo Costantini alla presidenza della Regione Abruzzo Italia rischia di saltare perché l’assessore ai trasporti, Donato Di Matteo (Pd), indagato in un’inchiesta sui rifiuti, vuole candidasi comunque. L’IdV aspetterà domattina alle 8 una risposta dal Pd sull’esclusione di indagati … dalle liste, se la risposta sarà negativa, correrà da sola.Dopo l’accordo annunciato l’altro ieri, il nuovo quadro viene delineato in una nota congiunta del leader dell’IdV, Antonio Di Pietro, e dei parlamentari abruzzesi del suo partito, lo stesso Costantini e Mascitelli. “Il Pd – afferma l’IdV – ha dichiarato l’adesione alla candidatura di Costantini e l’esclusione di indagati dalle liste. Sappiamo che un avviso di garanzia è un atto ben diverso da una condanna. Sappiamo anche, però, che in Abruzzo, dopo il 14 luglio, era e resta necessaria un’azione politica di trasparenza capace di fornire ai cittadini abruzzesi nuove e ulteriori garanzie. Per questo abbiamo chiesto di non candidare persone coinvolte in inchieste giudiziarie”. “In presenza della dichiarata volontà di Di Matteo di candidarsi nel Pd – prosegue la nota – non potrà certamente essere l’IdV o il candidato Presidente della coalizione a condizionare chi possa essere candidato e chi debba essere, escluso dalle liste del PD, tra i propri esponenti coinvolti in inchieste giudiziarie”. “In questo contesto – conclude la nota – non possiamo che aspettarci la conferma formale dal PD dell’impegno assunto. Domani, alle otto, volteremo pagina, pur continuando ad auspicare che intervenga un definitivo ravvedimento”. Oggi Di Matteo – dopo un incontro con Veltroni, Marini e Fioroni, alla presenza del segretario regionale, Luciano D’Afonso – aveva ribadito l’intenzione di candidarsi: “Non si capisce il perché non essendo il solo indagato tra i consiglieri debba essere il solo ad essere escluso. Soprattutto perché legittimato dal voto delle primarie”, dove è stato il più votato con 4.700 preferenze. Neanche l’intervento della segreteria nazionale del Pd ha sortito effetti nel far ritirare la candidatura al Consiglio regionale da parte dell’assessore uscente ai Trasporti, Donato Di Matteo, sul quale c’è il veto dell’Italia dei Valori e dei partiti della sinistra a una sua riproposizione perché è indagato nell’inchiesta sull’ inquinamento delle acque a Bussi. Dopo circa un’ora di colloquio con il segreteario nazionale del Pd, Walter Veltroni, e i leader Franco Marini e Giuseppe Fioroni, alla presenza del segretario regionale, Luciano D’Alfonso e dei parlamentari abruzzesi Giovanni lolli e Giovanni Legnini, Di Matteo – il più votato alle recenti primarie del Pd – ha deciso di rimanere sulla sua posizione. “Ho apprezzato la disponibilità e la generosità a voler dare un contributo da parte di Veltroni, Marini e Fioroni – ha detto Di Matteo – comunque se dovessero permanere le condizioni che il sottoscritto dovesse essere il solo indagato a non essere candidato, non mi tirerò indietro. Non si capisce il perché non essendo il solo indagato tra i consiglieri debba essere il solo ad essere escluso. Soprattutto – ha continuato Di Matteo – perché sono stato legittimato dal voto delle primarie”. L’esponente del Pd,. che alle primarie ha collezionato oltre 4.700 voti, ha confermato che alle 18 incontrerà i suoi sostenitori con i quali “si deciderà il da farsi e cioé quale battaglia portare avanti dentro il partito”. Nel centrodestra, la “guerra” al momento è per le candidature dei consiglieri, e di nomi ne circolano moltissimi. L’ambizione dei più riguarda, come è ovvio, l’inserimento nel listino: se Chiodi vince, i nomi del suo listino sono automaticamente eletti (si fa per dire: nominati senza che nessuno li abbia votati…). Secondo notizie e indiscrezioni di questa sera, uno dei nomi sarebbe quello di Antonio Verini. Per lui, a Roma qualcuno molto in alto si starebbe dando molto da fare. E questo avrebbe accresciuto lo scompiglio nel PdL, dove la corsa verso il listino avrebbe già causato… morti e feriti. E’ vero che, come ha detto Chiodi scherzando, di posti ce ne vorrebbero… 500, ma a questo punto forse non basterebbero neppure. “Abbiamo già assunto come Partito Democratico l’impegno di sostenere lealmente Carlo Costantini e di non avere nelle nostre liste candidati che possano costituire un problema politico per la coalizione”. Questa la risposta del segretario regionale del Pd, Luciano D’Alfonso dopo le ultime dichiarazioni del leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, e dei parlamentari abruzzesi del suo partito. “Abbiamo preso atto con sofferenza – dice in una nota – dell’ostacolo politico posto da larga parte della coalizione verso la candidatura di Donato Di Matteo e non su altre; attorno al contributo di una figura di esperienza quale quella di Di Matteo abbiamo sviluppato un ragionamento positivo con il candidato presidente in merito alla sua valorizzazione come risorsa a disposizione dell’intera alleanza, una volta chiarite le sue vicende personali, ribadendo il nostro impegno a non avere candidature problematiche per l’alleanza”. “Il Partito Democratico – conclude D’Alfonso – ha messo a disposizione tutte le sue energie e la sua determinazione politica al servizio dell’Abruzzo, della coalizione e del candidato Carlo Costantini. Continueremo a farlo anche nelle prossime ore”. tratto da www.ilcapoluogo.it

Regione: indagati nelle liste. Vacilla l’accordo Pd-IdVultima modifica: 2008-10-29T23:13:12+01:00da admin
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