Avviso di garanzia a D’Alfonso. La Procura gli contesta i reati di concussione, corruzione, truffa aggravata e falso ideologico

ca12af9d6dd0e24dc9d6e65af4ee5345.jpgPescara, 3 giu. – Nuovo blitz della polizia al Comune di Pescara. Diversi uomini della squadra mobile e della polizia postale hanno raggiunto questa mattina la stanza del sindaco Luciano D’Alfonso, al primo piano di Palazzo di citta’. L’ufficio …

 è stato perquisito. Stessa operazione poco prima anche nell’appartamento privato del sindaco. Momenti di tensione e di agitazione nel palazzo. Il Sindaco: “Sono assolutamente sereno”.

Con loro presente anche lo stesso sindaco. Da tempo la Polizia sta indagando sull’amministrazione civica, su diversi fronti, e a maggio e’ stato arrestato il braccio destro di D’Alfonso, Guido Dezio. Molte le acquisizioni di atti gia’ effettuate.
Più tardi , come riferisce l’agenzia AGI, si è appreso il motivo della presenza della Polizia in Comune. Un avviso di garanzia e’ stato notificato al sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso (segretario regionale del Pd).
Le ipotesi di reato vanno dalla corruzione alla concussione, dalla truffa aggravata al falso ideologico, nell’ambito di due diversi filoni.
L’avviso di garanzia e’ stato notificato al sindaco nel corso di una perquisizione domiciliare e l’attivita’ della squadra mobile e della polizia postale e’ ancora in corso, non solo nell’abitazione ma anche in Comune dove sono stati acquisiti diversi documenti. Da tempo la polizia sta indagando sull’amministrazione civica, su diversi fronti.
Il primo filone di indagine e’ quello che riguarda Guido Dezio, il dirigente 40enne del comune di Pescara arrestato a maggio con l’accusa di concussione e tentata concussione e rimesso in liberta’ nei giorni scorsi. Sarebbe stato chiesto, secondo la Procura, denaro a piu’ imprese in cambio di atti amministrativi.
Di qui l’ipotesi di reato di corruzione e concussione. Per quanto riguarda, invece, le ipotesi di truffa aggravata e falso ideologico, l’attenzione della Procura si e’ soffermata sulla pubblicita’ istituzionale del Comune. Si ritiene, infatti, che i fondi per la pubblicita’ istituzionale in realta’ sarebbero stati destinati a fini privati, personali, in particolare elettoralistici. Ad occuparsi dell’inchiesta e’ il sostituto procuratore Gennaro Varone.

Il personale della polizia postale e della squadra mobile e’ rimasto in Comune oltre due ore, fino alle 14.30 circa, col sindaco D’Afonso e il suo legale, l’avvocato Giuliano Milia. C’erano, tra gli altri, il dirigente della squadra mobile, Zupo, e il vice dirigente della Polizia Postale, Di Benedetto. Negli uffici di Palazzo di citta’ anche Davide Zacconi, della Polpost, che si sta occupando del caso-Dezio. Al centro dell’inchiesta su D’Alfonso ci sono anche le vicende della Pescara Calcio che vedono coinvolto Guido Dezio, il braccio destro del sindaco gia’ finito in carcere. Nelle stanze blindate del primo piano di Palazzo di Citta’ e’ arrivato, subito dopo il blitz, il direttore generale della Pescara Calcio, Dario Mancini, verso le 14.50, per incontrare il primo cittadino, ma e’ stato costretto a rinunciare all’incontro.

Il sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso, si dice “assolutamente sereno poiche’ – dice in una nota – da sindaco ho sempre agito esclusivamente nell’interesse della citta’, che ho posto come unico riferimento del mio impegno amministrativo e politico. Proprio per questa ragione – prosegue il documento – sono certo di poter dimostrare la correttezza dei miei comportamenti e sono fiducioso nell’azione della magistratura”. Entrando nel dettaglio il primo cittadino spiega che oggi gli e’ stato notificato “un mero ordine di perquisizione e quest’ultima e’ stata eseguita relativamente a documenti afferenti spese elettorali dei partiti politici e alle iniziative relative agli “Amici della Pescara calcio”, cio’ sulla scorta dell’enunciazione provvisoria di ipotesi di reati elegantemente strutturate ma che necessitano di una verifica in punto di diritto”. Nel pomeriggio a Palazzo di Citta’ e’ tornato il legale di D’Alfonso, Giuliano Milia.

tratto da www.ilcapoluogo.it

Avviso di garanzia a D’Alfonso. La Procura gli contesta i reati di concussione, corruzione, truffa aggravata e falso ideologicoultima modifica: 2008-07-03T19:11:10+02:00da admin
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