Petrolio: il nostro futuro si tinge di nero?

19c78e748a729b778c94187437df924a.jpgVASTO. C’è petrolio in mare, al largo della costa teatina, tra Vasto, Ortona e San Vito! Una società londinese ne avrebbe rilevato la presenza anche al largo di Punta Penna; è notizia di questi giorni, pubblicata da tutti gli organi di informazione…

Miglianico east Anomali, Elsa, Ombrina Mare, Giovanna, Santo Stefano Mare e Civitaquana onshore Block, sono i nomi delle piattaforme di idrocarburi, già operanti o in attesa di esserlo, che da Pineto a Vasto rappresentano il panorama per chi solcherà i mari dell’Abruzzo; tutte a vista, a pochi chilometri dalla riva, davanti ad alcuni tra i più bei tratti della costa abruzzese: Lido Riccio, San Vito, Francavilla, Pineto e Casalbordino. Si riaccendono, dunque, le discussioni tra chi vorrebbe per la nostra regione uno sviluppo proiettato verso una agricoltura di qualità, il turismo e le energie rinnovabili e chi, invece, vorrebbe sfruttare al massimo “l’oro nero”. Molte sono le preoccupazioni che il caro petrolio possa condizionare scelte in favore del massimo sfruttamento dei giacimenti petroliferi al largo delle nostre coste; il miraggio di avere più ricchezza ed occupazione potrebbe far sottovalutare le ricadute negative. La maggiore ricchezza, sostengono alcuni, sarebbe solo a vantaggio di pochi e non delle popolazioni, mentre il beneficio dei pochi posti di lavoro in più sarebbe sicuramente vanificato dalle perdite occupazionali nei settori penalizzati dall’attività estrattiva. In particolare, i pozzi di petrolio a mare e la successiva attività di raffinazione porrebbero a rischio l’agricoltura ed il mercato ittico; senza trascurare il sicuro danno al turismo che provocherebbe un mare povero di pesce e con un elevato traffico di petroliere. Traffico che determina pericoli di danni ecologici a causa dei non infrequenti rilasci accidentali di petrolio in mare. Studi medici, poi, hanno dimostrato che gli abitanti di città vicine agli stabilimenti petroliferi, hanno registrato maggiori problemi di respirazione, malattie della pelle, disturbi gastrointestinali e tumori. Contro tali pericoli, Emergenza Ambiente Abruzzo, il sodalizio tra tutte le associazioni ambientalistiche della nostra regione, ha organizzato una manifestazione per il 1 giugno, alle ore 15.00, a San Vito Marina. Obiettivo dell’iniziativa è la protesta contro la politica petrolifera della nostra Regione e la creazione di un fronte comune per spingere le istituzioni ad un ripensamento circa i pareri già espressi in tema di perforazioni petrolifere. Gli organizzatori della manifestazione denunciano una eccessiva vicinanza dei pozzi alla costa e la circostanza che non vi sarebbe stata alcuna valutazione degli “effetti cumulati”, prodotti dalla pluralità di interventi della stessa tipologia (presenza di più pozzi di petrolio) insistenti nella stessa area geografica. Anche molti blog cittadini si stanno occupando del problema che, indubbiamente, riguarda il nostro futuro, l’ambiente nel quale vivremo. Non sono mancate esortazioni alla cautela, come la lettera aperta del prof. Nicolangelo D‘Adamo, il quale ha evidenziato la inutilità di allarmismi lanciati prima di essere in possesso di notizie certe. Ed in effetti, anche su questo c’è da lamentarsi! Le discussioni sull’argomento sono alimentate quasi esclusivamente da blog, associazioni ambientalistiche e privati cittadini. Manca del tutto la voce ufficiale della politica del nostro territorio, che su questo delicatissimo argomento non ancora ha detto la sua opinione, né tanto meno si è attivata per darci informazioni sullo stato attuale dell’iter per la collocazione di ulteriori piattaforme o impianti di estrazione al largo della nostra costa. Vorremmo conoscere quale futuro vogliono i nostri Amministratori per il nostro territorio; un futuro nero, legato ai combustibili fossili, oppure un futuro teso a sviluppare il turismo ed un’agricoltura di qualità, con il rispetto dell’ambiente! Con la tutela della salute di noi tutti. Quando si parlò del parco eolico al largo della costa molisana, tra Petacciato e Termoli, vi fu una rapida e compatta formazione di fronti contrari, anche da Vasto e San Salvo, con discussioni e deliberati ufficiali dei Consigli Comunali. Sul petrolio dinanzi la nostra costa, invece, vi è ancora solo silenzio! Questo ci preoccupa; e non poco! E’ forse per questo intollerabile e sospetto silenzio, prof. D’Adamo, che c’è chi già si organizza. Perché si è stanchi di stare solo a guardare, di continuare a subìre scelte di altri, che probabilmente, come spesso è già accaduto, ci pioveranno sulla testa quando sarà ormai troppo tardi per parlarne e soprattutto per difendersi!

G.L.R.

Petrolio: il nostro futuro si tinge di nero?ultima modifica: 2008-05-31T14:28:16+02:00da admin
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