Su sviluppo e occupazione, no del CO.A.S.I.V. alle facili generalizzazioni

b56952b4237f2433d2a2723a08ab5eb4.jpgDall’Avv. Fabio Giangiacomo, Presidente del CO.A.SIV, riceviamo e pubblichiamo.

Dopo conforme sentenza del TAR, il Consiglio di Stato ha definitivamente rigettato l’impugnazione da parte di un consorziato, dell’assegnazione di un lotto di terreno ad altra ditta di San Salvo….

Il CO.A.S.I.V. ritiene opportuno rendere noti i passaggi più importanti della sentenza di “Palazzo Spada” per riaffermare la correttezza  dell’azione amministrativa del CO.A.S.I.V. e per tacitare definitivamente le polemiche “politiche” alimentate da questa vicenda. Forviati da un’interpretazione unilaterale di tale ricorso, attraverso interventi sulla stampa e, addirittura scomodando il Consiglio Comunale, ci si è abbandonati a giudizi e affermazioni sui temi dell’occupazione e dello sviluppo che meritano ben altre ponderazioni e argomentazioni. 

Il CO.A.S.I.V. ribadisce la propria disponibilità a collaborare con gli enti pubblici e le rappresentanze dei consorziati, al fine di alzare il livello dei servizi negli agglomerati industriali e, in primo luogo, di quello di San Salvo – oggetto di copiosi investimenti pubblici – patrimonio non solo della Città ma anche dell’intero comprensorio.

 

                                                 Chiarimento del Consiglio di Stato: 

                                       a San Salvo ha ragione il CO.A.S.I.V.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la seguente

D E C I S I O N E

sul ricorso in appello n. 6899/2007 proposto da “ Ditta X ”. (…)

 

contro

il Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale del Vastese (COASIV) (…) e nei confronti

di “Ditta Y” (…) 

F A T T O

Con ricorso al Tribunale Amministrativo per l’Abruzzo, sede di Pescara, la “Ditta X”, in persona del legale rappresentante impugnava il provvedimento n. 231 in data 20 gennaio 2006 con il quale il Consorzio per l’Area  di Sviluppo Industriale del Vastese (COASIV) aveva respinto la sua richiesta di ampliamento dei lotti già assegnati in suo favore con un ulteriore lotto, nonché l’attp n. 68 in data 22 dicembre 2005 con il quale lo stesso Consorzio aveva assegnato il lotto in questione alla “Ditta Y”.

Lamentava mancata comunicazione dell’avvio del procedimento relativo all’assegnazione del lotto alla “Ditta Y” ed eccesso di potere per carenza di istruttoria e disparità di trattamento, chiedendo l’annullamento del provvedimento impugnato.

Con la sentenza in epigrafe il TAR Abruzzo, sede di Pescara, respingeva il ricorso. (…)

MOTIVI DELLA DECISIONE

1 La “Ditta X”  impugna il provvedimento con il quale il Consorzio appellato ha respinto la sua istanza di assegnazione di un lotto dell’area di sviluppo industriale da esso gestita, ed il precedente provvedimento con il quale lo stesso lotto è stato assegnato alla “Ditta Y”

Sostiene di avere presentato domanda per l’assegnazione del lotto di cui si discute il 5 giugno 2002, mentre la “Ditta Y” assegnataria resistente ha presentato la propria domanda nell’anno 2003.

Afferma dunque, che il CO.A.S.I.V. aveva l’obbligo di coinvolgerla nel procedimento relativo all’esame della domanda concorrente, e di trasmetterle il preavviso di rigetto della sua istanza. (…)

La tesi dell’appellante non può essere condivisa.

1a. il CO.A.S.I.V. non aveva l’obbligo di coinvolgerla nel procedimento riguardante l’esame della domanda della controinteressata, in quanto la sua domanda di assegnazione del medesimo lotto, presentata nell’anno 2002, era stata respinta nello stesso anno. (…)

L’atto richiamato così si esprime: “Con la presente si porta a conoscenza della “Ditta X ” in indirizzo che allo stato la domanda di cui all’oggetto non può essere accolta, in quanto il lotto di terreno indicato risulta essere stato assegnato ed occupato. Tuttavia, al fine di venire incontro alle esigenze della ditta, il Consorzio è disponibile, con l’accordo della stessa, ad individuare altro lotto utile.” (…)

E’ possibile che a quella data fosse stata perfezionata l’assegnazione in favore di un altro soggetto, poi rinunciatario, ma la questione è irrilevante, posto che l’appellante non contesta il contenuto dell’atto, limitandosi all’affermazione, palesemente contraria al suo contenuto, secondo la quale esso sarebbe meramente soprassessorio.

E’ vero che dopo quella data è continuata la corrispondenza fra l’appellante ed il Consorzio, ma ciò costituisce evidente frutto dell’apertura, manifestata dall’amministrazione appellata, verso la possibilità di assegnare un lotto diverso.

Di conseguenza, il procedimento avviato dall’appellante con la domanda del maggio 2002 era stato chiuso con l’atto ora più volte citato; pertanto, quando la controinteressata ha presentato la propria domanda di assegnazione del medesimo lotto non  pendeva alcun procedimento di esame di domande concorrenti.

Il Consorzio non aveva, quindi, l’onere di coinvolgere l’odierna appellante nel procedimento aperto dall’istanza dell’appellata.

1b. L’appellante si duole anche del mancato preavviso del rigetto della sua seconda istanza di assegnazione del lotto. (…)

Nel caso di specie, l’amministrazione ha chiarito adeguatamente i presupposti della propria determinazione di rigetto, costituiti dall’assegnazione del lotto all’odierna parte controinteressata e dal solo parziale utilizzo, da parte dell’appellante, dei lotti in precedenza assegnati. (…)

Deve quindi essere affermato che la mancata comunicazione del preavviso di rigetto non ha influito nella vicenda. (…)

L’appellante, quindi, quanto meno fino a quando non avrà completato il proprio programma originario utilizzando i lotti in suo possesso, non ha alcuna possibilità di concorrere all’assegnazione del lotto per il quale è controversia, nemmeno nell’ipotesi della ripresa del procedimento a seguito dell’annullamento del provvedimento, favorevole all’appellata.

Deve, di conseguenza, essere negata la sua legittimazione a contestare il contenuto dell’atto di assegnazione del lotto, in favore dell’appellata.

2. L’appello deve, in conclusione, essere respinto. (…)

 

P.Q.M.

il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Sesta, respinge il ricorso in appello in epigrafe. Condanna l’appellante al pagamento di spese ed onorari del giudizio, che liquida in complessivi € 2.000,00 (duemila/00), oltre agli accessori di legge, in favore di ciascuna delle parti appellate, costituite in giudizio. (…)

 

Così deciso in Roma, il 4 marzo 2008 (…)

Su sviluppo e occupazione, no del CO.A.S.I.V. alle facili generalizzazioniultima modifica: 2008-05-30T22:05:00+02:00da admin
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