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martedì, 25 agosto 2009

"Il PD marcia verso il congresso del prossimo ottobre con problemi, certezze e speranze", le considerazioni di Renato Ricci

partitodemocratico.jpgda Renato Ricci, PD Miglianico, già sindaco, riceviamo e pubblichiamo: 

I problemi, soprattutto quelli legati alla trasparenza e alla democrazia interna, purtroppo, delineano un quadro preoccupante. Infatti è avvilente constatare che un partito che si definisce “democratico”, anche soltanto ...


 

in una piccola realtà come quella del circolo di Miglianico non garantisca il rispetto delle regole statutarie fondamentali poste a garanzia della partecipazione democratica dei suoi dirigenti alle riunioni dei direttivi ed alcuni vengono addirittura estromessi arbitrariamente dal coordinatore dello stesso circolo nel totale silenzio dei segretari provinciale e regionale, nonostante la richiesta di intervento.

Questo fatto è una certezza negativa e disarmante soprattutto perché non può essere considerato un evento isolato dal momento che dal 1° aprile 2009 è stato presentato ricorso al Collegio dei Garanti della federazione provinciale del PD di Chieti senza che tale collegio, a tutt’oggi silente, abbia svolto la sua funzione di garanzia del rispetto delle regole statutarie.

C’è da chiedersi: come può essere definita e recepita l’incapacità di un partito a garantire il rispetto delle regole più elementari quando si pone l’obiettivo di diventare forza di governo nel Paese?

Cosa si deve pensare se del ricorso presentato al Collegio dei Garanti sono stati informati alcuni politici del PD nazionale e regionale, a tutti i livelli come il segretario nazionale on. Franceschini, il segretario regionale Silvio Paolucci, il segretario provinciale Camillo Di Giuseppe, l’ex presidente del Senato, on. Franco Marini, l’on. Lanfranco Tenaglia, il sen. Giovanni Legnini, il capogruppo in Consiglio regionale Camillo D’Alessandro e il segretario del circolo di Miglianico e questi a tutt’oggi sono rimasti in silenzio?

Come può essere interpretato il silenzio del segretario nazionale, sollecitato ulteriormente sulla vicenda con lettera raccomandata del 13 giugno 2009, dal momento che si sta parlando del rispetto delle regole di un partito che lui stesso si è candidato a dirigere? Tutto questo ci appare avvilente e disarmante!

Come si può essere forza alternativa di governo se il mancato rispetto delle regole fondamentali di democrazia partecipativa lascia indifferenti e silenziosi politici così importanti?

Forse la trasparenza ed il rispetto delle regole sono per questi valori opzionabili secondo calcoli di opportunità politica prospettica in relazione alle piccole e grandi realtà?

Quale opportunità politica o personale può avere valore più elevato del rispetto delle regole?

Chi non rispetta o lascia che altri non rispettino le regole nella vita politica di un partito è moralmente corretto? Può essere una garanzia quando si trova poi a gestire la cosa pubblica?

Le speranze riposte nel prossimo congresso sono tante. La più importante è che si possa avere un partito veramente organico, con una classe dirigete capace di garantire prima di tutto la trasparenza a tutti i livelli, dove la moralità diventi icona di tutto il partito capace di essere non solo un marchio ma una solida garanzia quale punto di riferimento.

Del resto l’arbitrio nella gestione politica ha avuto la sua massima espressione nella gestione del tesseramento anche a livello locale. Un tesseramento arbitrario, settario, discriminatorio soprattutto nei confronti dei sottoscritti in quanto totalmente esclusi dal processo.

12:00 Scritto da: Redazione in territorio | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Commenti

Trovo le parole di Renato qui assolutamente giuste.
E credo che nessuno dei miei compagni, membri del circolo e quindi del direttivo, o presunto tale, di Miglianico può indignarsi per quanto detto, in quanto tutto quanto esposto corrisponde a verità.
Tant'è che gli stessi membri all'epoca dei fatti, abbagliati dalla luce di un messia, che forse da troppo tempo aspettavano, hanno perso di vista quelli che da sempre sono i valori e i principii che un partito di SINISTRA e PROGRESSISTA, deve portare sempre avanti, ovvero la DEMOCRAZIA, il RISPETTO degli altri, la GIUSTIZIA e la LOTTA in difesa dei più deboli.
Infatti per colpa di quel bagliore accecante nessuno si è accorto di come la gestione del circolo del pd di miglianico fosse condotta in maniera stalinista, facendo si che il compagno Renato e altri venissero escluso dalla vita politica del circolo.
A quel punto, in piena campagna elettorale, il compagno Renato,o per meglio dire il CAMERATA RENATO, non ha potuto far altro che cercare conforto tra le grandi e accoglienti braccia del caro AMICONE corteggiandolo per la seconda volta (seconda campagna elettorale).


Scusate lo sfogo forse un po' lunghetto, ma così forse c'è un po' più di chiarezza.

Scritto da: undissidente | giovedì, 27 agosto 2009

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